Giufà e il muro

Giufà campagnolo pensò un giorno di prendersi burla di Giufà cittadino, avendo saputo che aveva fama di scaltrezza, e si recò nella sua città, che era Fez.
Giunto in città, un uomo appoggiato ad un muro lo salutò e gli disse:
- Salve straniero, tu sia il benvenuto! Ma, dimmi qual è la ragione che ti ha spinto a farti venire in città?

- Ho saputo che un  Certo Giufà di Fez è un uomo astuto. Io vorrei prendermi gioco di lui! Sai dove abita? - rispose Giufà contadino.

L'uomo con cortesia disse:
- Ah! Bene! So dove abita e se aspetti qua vado a cercartelo. Fammi un favore però: prendi il mio posto e resta appoggiato a questo muro affinchè non cada.

Giufà contadino acconsentì, prese il posto dell'uomo che andò via, e restò a sorreggere il muro fino all'ora di pranzo. Ma, non potè andare a mangiare perché quello non tornava e preso dal compito affidatogli restò fino all'ora di cena, sempre appoggiato al muro. E quell'altro che continuava a non farsi vedere.

Una persona anziana, che da un pezzo vedeva Giufà contadino fermo là sempre appoggiato al muro,  incuriosita si avvicinò e gli chiese:
- Come mai resti sempre fermo, attaccato al muro e non vai a mangiare o a bere?

Giufà contadino rispose:
- Aspetto che un tizio che deve portarmi Giufà di Fez. Nel frattempo mi ha pregato di sostenere il muro che rischia di cadere. Ma, è passato un sacco di tempo e ancora non si fanno vedere.

- Benedetto ragazzo, quell'uomo che ti ha dato questo incarico era proprio Giufà di Fez! Ti ha fatto una bella burla prima ancora che possa averlo sbeffeggiato!.

Giufà campagnolo, ci rimase male e scornato se ne tornò mestamente al villaggio da cui era venuto.

 

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