Giufà e l'uomo asino

La Grande Guerra - Nei pressi di Gorizia

Comprato un asino al mercato e legatolo ad una corda, Giufà stava tornando a casa tirandosi dietro l'animale.
Due ladri, vedendolo così intento a tirare, decisero di rubargli l'asino. Sfilarono la corda dal collo dell'animale e uno dei due si mise la corda al collo, mentre l'altro se la svignava con l'asino.
Dopo un po', Giufà si voltò indietro per vedere come stava l'asino e vedendo il ladro legato alla corda disse:
- Chi sei tu? Dov'è il mio asino?

Il ladro rispose:
- Non mi riconosci? Sono io il tuo asino!

Giufà, esterrefatto, disse
- Non ci credo! Non può essere!

- Ah! Non dirmi nulla! Sapessi! - cominciò a raccontare il ladro - Per aver disobbedito a mia madre, mi giunse la sua maledizione di diventare asino. Così, una mattina mi sono svegliato ciuco e mia madre senza pensarci due volte mi vendette al mercante da cui mi comprasti tu! Però deve essere accaduto qualche miracolo! Dio mi avrà perdonato ed io sono tornato ad essere un uomo.

Giufà commosso dalla storia e non sapendo casa farsene di un uomo, liberò il ladro e gli raccomandò di non far più arrabbiare sua madre.

Dopo qualche giorno Giufà tornò al mercato per ricomprarsi un asino e con sua meraviglia ritrovò lo stesso animale che aveva già comprato. Questa volta si guardò bene dal comprarlo, ma si avvicinò all'orecchio e gli parlò piano:
- Sei proprio una testa calda! Hai disobbedito a tua madre nuovamente, nonostante ti avessi raccomandato di non farlo! Sai che ti dico: resta asino per sempre, perché questo ti meriti.

 

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