una stoltezza di Giufà

 Giufà dichiara il vero

La Grande Guerra - Nei pressi di Treviso

Un amico andò a far visita a Giufà e gli disse che aveva bisogno di lui.

-  Che cosa ti serve? Hai bisogno di soldi? - chiese Giufà.

- No, no, ho bisogno di te per testimoniare.

- Su che cosa?

- Voglio che tu venga con me dal giudice a testimoniare che, ho dato a un tale cento chili di grano, perciò lui è in debito verso di me.

- Ma io non ti ho visto dare nulla a nessuno! - disse Giufà.

- Questo lo so, ma so anche che tu sei il mio miglior amico e mi vuoi tanto bene - rispose l'amico.

E Giufà:
- Ma di quale bene stai parlando? Tu mi stai chiedendo l'impossibile.

L'amico si rattristò e disse:
- Sarebbe stato meglio non venire da te; pensavo che tu fossi il mio amico più caro.

E Giufà:
- Non te la prendere, amico mio, puoi sempre trovare qualcun altro che testimoni per te; se io fossi stato presente, sarei venuto volentieri a testimoniare.

L'amico con furbizia allora propose:
- Che cosa mi dici, se ti do trenta monete per la tua testimonianza?

Giufà ci pensò su un attimo e disse:
- Non si possono rifiutare trenta monete per una testimonianza così semplice! Puoi considerarne tuo testimone.

L'amico diede i soldi a Giufà e disse:
- Domani mattina passerò da te, così andremo insieme dal giudice.

Quando furono tutti davanti al giudice, l'amico di Giufà diede la sua versione dei fatti, ma l'accusato negò tutto.

- Hai dei testimoni? - chiese il giudice all'accusatore.

L'accusatore rispose con sicurezza:
- Sì, il mio testimone è Giufà, è un uomo onesto e di fiducia.

Il giudice si guardò intorno e disse:
- Dov'è Giufà?

Giufà fece due passi avanti e il giudice gli chiese:
- Giufà, tu puoi dichiarare l'autenticità della versione dell'accusatore nei confronti dell'accusato?

Giufà rispose:
- Signor giudice, posso dichiarare che quest'uomo (l'accusatore) ha dato cento chili d'orzo a quell'uomo ( l'accusato).

E il giudice:
- Lui (l'accusatore) parla di grano e tu parli d'orzo!

L'accusatore suggerì a Giufà:
- Guarda che era grano, e non orzo.

- No, fratello mio, guarda che era orzo -  rispose Giufà rivolto al suo amico.

Disse allora il giudice:
- Tutto questo, che cosa vuol dire?

E Giufà:
- Siccome la versione di quest'uomo (l'accusatore) è fatta di una catena di bugie, allora la testimonianza è falsa, perciò le bugie e la falsa testimonianza si trovano sullo stesso piano, allora dovrebbero essere sullo stesso piano anche il grano e l'orzo.


Così l'accusatore, amico di Giufà, finì in prigione.


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