Giufà venditore di seta

La Grande Guerra - Nei pressi di TrevisoA Giufà la moglie diede da vendere al mercato delle stoffe di seta molto belle e gli raccomandò di ottenere un buon prezzo, per ripagarla della grande fatica fatta per tesserle.
Al mattino dopo Giufà si recò al mercato e subito incontrò un gruppo di mercanti. Questi, capito il valore delle stoffe e volendo fare i furbi, offrirono pochi denari, giustificandosi che la stoffa non era lavorata bene e che non bastava neanche per un vestito.
Giufà, però, capì che volevano imbrogliarlo e non accettò la loro offerta e se ne tornò a casa, senza vendere nulla, e raccontò tutto alla moglie.
Giufà e sua moglie, allora, decisero di vendicarsi con i mercanti. Presero tutte le scarpe vecchie che avevano, comprese pantofole e ciabatte, e le avvolsero con la seta, in modo da ottenere un grosso rotolo. La seta, così, sembrava più larga e più lunga.

All'indomani, Giufà prese il grosso rotolo preparato con scarpe e seta, e si diresse verso il mercato.

Quando incontrò gli stessi mercanti, Giufà offrì la tela ad un prezzo più alto, visto che era più lunga e più larga. Questa volta i mercanti non vollero perdere l'occasione e pagarono quanto richiesto da Giufà, convinti com'erano d'aver fatto un vero affare. Anche Giufà era molto contento, in quanto aveva venduto la seta tessuta dalla moglie.

In conclusione, Giufà ebbe il giusto prezzo per la sua stoffa e i mercanti ebbero la giusta stoffa per il loro prezzo.

 

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