Salvator mundi


Tavola 38.5x29.8 cm - National  Gallery - London

La datazione dell'opera resta incerta, ma la maturitÓ espressiva farebbe intendere che sia plausibile  il 1475.  E' probabile che iconograficamente Antonello si sia rifatto ad un Cristo benedicente di Rogier van der Weyden; comunque la tipologia resta di derivazione bizantina e anche il Memling ne ripropone una molto simile.  Lo scorcio mirabile delle mani  evidenzia come Antonello avesse una percezione spaziale notevole e una modernitÓ che riporta al Rinascimento Italiano.
Una replica dell'opera, per mano di un seguace,  Ŕ presente nella chiesa di Ficarra (ME). Un mosaico che riproduce l'opera si trova nell'Arco di trionfo del Duomo di Messina.

 

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