Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti e leggende di mare

Il naufrago, il mare e il vento

Vulcanelloe Vulcano

La collera diabolica del mare squassò e distrusse un battello, e disperse tra le onde i poveri naviganti.
Un naufrago, aggrappandosi a un’asse della nave distrutta, poté mantenersi a galla, e il forte soffio del maestrale lo spinse, poi, fino alla costa.

– Ti ringrazio, vento amico – disse il poveraccio, dopo aver toccato terra – L’acqua perversa mi voleva morto e tu, generoso, mi hai offerto il dono inestimabile della salvezza.

- Sono magnanimo e mi piace compiere i gesti di bontà – rispose il vento.

Il mare assunse l’aspetto di Nettuno e si presentò al naufrago:
- Perché sparli di me? Io ho un animo mite e non farei del male a una mosca. Colpevole delle tragedie che avvengono nelle mie acque è solo il vento. È lui che scatena tra le mie placide figlie, le onde, il demone della pazzia, è lui che mette nel limpido cuore di ogni mia goccia il frenetico bisogno della distruzione.

L’uomo capì allora che aveva ringraziato e lodato il vero nemico suo e dei suoi poveri compagni.
Spesso diamo la colpa dei nostri guai a persone innocenti e dimostriamo benevolenza a quelli che, pur facendoci del male, riescono, con qualche gesto di falsa bontà, a ingannarci.

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