Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti e leggende di mare

Leggenda di mare

La fanciulla d'Otranto

Una donna ha un figlia adottiva tanto bella, che vien chiesta in matrimonio dal re, il quale l'ha vista, essendo in giro nel suo regno, alla ricerca di una sposa.

Nel giorno stesso delle nozze, celebrate nel villaggio ove dimora la bella fanciulla, cinquanta carrozze sono pronte per gli sposi, che debbono partire per la capitale, e per tutto il loro seguito.
La donna che ha fatto le veci di madre presso la sposa del re è furente, a cagione dell'invidia che la rode, perché al pari di colei che ingannò Biancofiore, ha una figlia bruttissima, e vorrebbe che divenisse regina, prendendo il posto dell'altra.
L
a donna chiede in grazia al re di stare insieme colla figlia nella carrozza della regina durante il viaggio. Il re le concede quanto ella desidera e tutti partono. Il re precede nella sua carrozza quella dove sta la regina, e quando giungono vicino ad un bellissimo castello, il re sporge il capo dallo sportello; chiama la sposa, e le dice che andranno a villeggiare in quel luogo.
La regina non intende bene le parole del re, la donna si affretta a dirle:

- Egli vi dice di togliere i vostri abiti di sposa e di darli alla mia figlíuola

La sposa ubbidisce, il re le parla ancora, ella non intende; la donna continua ad ingannarla, ed a poco a poco ella dà le sue gemme e la sua corona alla brutta fanciulla.

Itala Marina - km 22 - Alberto Biondi - 2005

Finalmente giungono presso il mare; il re dice alla regina che andranno insieme navigando nella barca reale, la donna le afferma invece che il re vuole ch'ella si gittò fra le onde; la poverina ubbidisce, si slancia nell'acqua e scompare.
Quando il re giunge con tutto il suo seguito nella reggia è stupito, vedendo che la sua sposa è tanto brutta; l'astuta madre gli dice:
- Maestà, passò la luna e le tolse la fortuna, passò il sole e le tolse lo splendore

Il re disperato ritirasi nelle sue stanze dove passa tre giorni e tre notti senza veder nessuno; poi esce per passeggiare sulla riva del mare, ed una voce mestissima, che esce dall'acqua, gli narra quanto ha fatto la perfida donna.
Il re, fuori di sé, domanda che cosa deve fare per riavere la sposa diletta; la voce desolata risponde ch'ella è condannata a restare sempre nel mare, ma che domanderà alla madre sirena i suoi consigli.

Nel giorno seguente il re ritorna sulla spiaggia, e la voce della giovane gli dice:
- Per ottenere la mia liberazione, è necessario che sia versato in mare un gran carico di vino, insieme con un gran carico di formaggio e uno di pane, per dare da mangiare alle sirene ed ai loro prigionieri, che sorpassano in numero gli abitanti della terra

Il re ordinò ad ogni suo suddito di gittare in mare formaggio, vino e pane.
La fanciulla fu liberata e tornò collo sposo; la donna e sua figlia furono punite come meritavano.

Stretto di Messina - Itala Marina km 20 - Alberto Biondi
Tratto da
Le Sirene in Leggende del mare
Maria Savi-Lopez

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