Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti e leggende di mare

Leggenda Olandese

La fosforescenza del mare

Come si spiega il mistero della fosforescenza marina, per cui a volte larghi tratti di mare sembrano illuminati da un fuoco che arda sotto le onde? 
Il nostro eterno nemico, Satana, che passa la vita pensando come meglio nuocere agli uomini e come guadagnare più anime per gli abissi infernali, ebbe un giorno un’idea veramente diabolica: costruì una nave a tre alberi usando il legno delle foreste che crescono nell’Inferno, e la mise in mare facendola comandare da un dannato che in vita sua era stato capitano di lungo corso.

La nave emanava un odore di zolfo così acuto e intenso, che tutte le persone che si trovavano in un raggio di cento leghe dal luogo dove passava il veliero di Satana morivano di peste così rapidamente da non aver nemmeno il tempo d’invocare Dio e la Madonna.
Figuratevi che abbondante caccia di anime faceva Satana in tal modo! E pensate come godeva poi, il maligno, a torturare in mille modi i poveri peccatori caduti nelle sue grinfie. Lo sciagurato, fiero della propria trovata, avendo perduto ogni ritegno, se la rideva squacqueratamente e gli scrosci dei suoi sghignazzamenti bestiali erano così smodati che facevano tremar tutta la terra.
La cosa dispiacque molto a Sant’Elmo, protettore dei marinai che, naturalmente, erano i più colpiti da quella diabolica invenzione. E decise di mettervi riparo. Il santo uomo si era accorto che il diavolo, come tutti gli avari, perdeva buona parte della notte a contare e ricontare più volte le anime che aveva raccolto nella giornata, e siccome esse erano molte, gli ci volevano almeno tre ore buone.
Approfittando di queste tre ore di assenza, Sant’Elmo salì su una fragile barchetta e diede ordine ai venti di trasportarlo alla ricerca della nave infernale.

Stretto di Messina - Itala Marina km 18 - Alberto Biondi - 2003

Come avrebbero potuto i venti non obbedire a un santo? Non solo obbedirono, ma si misero a soffiare con tutto lo zelo possibile, sì che la barca arrivò in poco tempo sotto il vascello di Satana. Uno stormo di cherubini, ventilando l’aria intorno con le loro ali, allontanava dal santo il pestifero puzzo di zolfo, sì che egli non potesse averne alcun danno.
Sant’Elmo si drizzò allora sulla prora della barca, e tirato fuori dalla tasca un crocifisso, lo volse contro il vascello infernale, ordinando al fuoco del cielo di percuoterlo e alle onde del mare di sommergerlo.

Subito dal cielo, benché fosse sereno, cadde una folgore che incendiò la nave di Satana, mentre le onde si agitavano per inghiottirla. E la nave, ardendo, sprofondò negli abissi marini.
Ma il fuoco dei legni infernali ha questo di speciale che arde in perpetuo e nemmeno l’acqua può spegnerlo.
Si che il vascello continuò ad ardere anche in fondo al mare e arde ancora e arderà, in eterno: sono appunto le fiamme di quell’incendio che rendono le acque marine, a volte, cosi luminose.

 

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