Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI Ricordi di Cola: Fatti di Luna, miti e leggende della luna

Il Giorno e la Notte

Stretto di Messina - Itala Marina - Foto Alberto Biondi 2003

Il Signore dell’eternità offerse al Giorno il dono meraviglioso del sole.
- Tu sarai benedetto – disse – dalla luce gioconda. Tu colmerai di speranze il cuore degli uomini, additerai le buone fatiche e le renderai lievi col tuo lume.

La Notte restò umiliata nel suo triste mondo di tenebre.
Ma il gigante Ti-Nu volle consolarla.
Le sue mani enormi, insensibili alla violenza distruttrice del fuoco, affondarono nel molle torrido corpo del sole e si impadronirono di una parte di esso. Poi corse verso il buio regno della Notte. Ma il cagnaccio Pao si gettò al suo inseguimento. Ti-Nu filava come un dardo. Aveva avvolto la porzione di sole in un gran sacco di nuvole, un sacco che presentava mille squarci.
E così la materia luminosa cadeva nei campi della Notte, formando briciole di fuoco, fiorellini incandescenti. Ma Ti-Nu, affannatissimo nella fuga, non si accorgeva di nulla. Non vide neanche il gran secchio in cui Pa-Me, la donna dell’immensità, aveva versato il latte argenteo della capra Siol.
Inciampò in questo secchio e l’ultima porzione di sole vi cadde dentro, si bagnò, perdette l’intenso splendore, divenne una forma tonda di mite luminosità.
Il gigante, deluso, la scagliò nel grembo della Notte. E continuò a correre per difendersi dal cagnaccio aggressivo.

Continua a correre da secoli. E non sa di aver creato il firmamento, con le scintillanti stelle e con la luna pallida, protettrice dei sogni.

 

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