Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI Ricordi di Cola: Fatti di Luna, miti e leggende della luna

La luna e il pavone

(?) - Foto Angelo Biondi

Tutte le abitatrici del Firmamento, le stelle, sfoggiavano vesti fulgide d’oro con guarnizioni di gemme. E danzavano nei luminosi abissi dell’infinito fino a quando, caduto il dolce incantesimo notturno, l’alba, pallida, rigida, inflessibile, le obbligava a coricarsi.
Le piccole stelle dormivano, sognando marce trionfali, danze liete tra gli spazi, favolosi concerti di luce.
Solo la luna, che non possedeva, come le gaie sorelle, un ricco abito lucente, si distendeva sul lettuccio con l’animo avvelenato dall’amarezza. E sogni cattivi tormentavano il suo dormire greve.
Quando l’ombra la richiamava con le stelle alla vita dei cieli, lei si copriva con la mantelletta scura e andava imbronciata a cercarsi un cantuccio nascosto. Qualche volta versava lacrime di stizza e di umiliazione.

Li-Pin, dama dell’armonia, la sorprese una notte nel suo nascondiglio.
- O figlia del grande Cielo, perché piangi.

- Non vedi? L ingiustizia grava su di me. Tra le mie sorelle splendide, mi sento brutta e ridicola.

- Il tuo risentimento è giusto. Provvederò io a consolarti. Non mi piace che nella grande famiglia dei cieli vi siano note stonate.

Li-Pin andò nel suo aereo magazzino, prese un bel mazzo di piume dai magici colori.
- O luna, mia povera luna, io ti farò un abito splendido, un abito che avrà i colori più maliosi. Vedi? Oro, porpora, verde e turchino.

ll Genietto cattivo degli spazi strappò il mazzo variopinto dalle bianche mani di Li-Pin e lo regalò al Venticello.
Il Venticello, ridendo, portò le splendide piume sopra la Terra, e un vecchio gallo spennato se ne impadronì e, con l’aiuto di una benevola gallina, si fece un abito sontuoso, un abito mai visto, e divenne il superbo pavone.
Li-Pin si mise a tessere una veste d’argento e d’oro, poi la fece indossare alla luna.
- Così, ecco, ti distinguerai tra tutte le tue sorelle. Gli uomini ti contempleranno, ti ameranno, ti eleggeranno amica. Tu ascolterai le loro confidenze e, qualche volta, riuscirai a consolarli, a rallegrarli.

Solo il pavone, vestito dell’abito sontuoso che spettava a te, non leverà mai gli occhi in alto, non ti guarderà. mai.
Ma il pavone è stupido. E gli stupidi non hanno bisogno di cieli, non hanno bisogno di conforto. Perché nelle loro anime anguste non c’è posto per il fuoco della sofferenza, per il lume della poesia.

 

Fiaba cinese

Marinello - Tindari

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