Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti di cuore

La sirena di Guldborgsund

In un giorno d’estate, un giovane principe danese, di nome Olaf, cacciava nelle paludi presso le rive del Guldborgsund. Il calore era grande, e i raggi ardenti del sole avevano tanto riscaldato le acque della palude che, verso sera, se ne sollevò un vapore tiepido, mentre in cielo si addensavano nubi nerastre che lasciavano sfuggire lampi frequenti, accompagnati da tuoni formidabili.
Un turbine di vento impetuoso, che sembrava soffiare contemporaneamente da tutte le direzioni, sconvolse l’aria, trascinandosi dietro una tromba d’acqua gigantesca, la cui base rasentava la superficie del mare, mentre la cima si perdeva tra le nuvole.

Olaf, che guardava quel fenomeno con superstiziosa terrore, vide apparire a un tratto sulla cresta di un’onda una barchetta, circondata da un’aureola luminosa. Sull’imbarcazione stava in ginocchio una fanciulla bellissima. Una lunga capigliatura bionda nascondeva il suo corpo e non lasciava vedere che il viso e le braccia di un candore risplendente. La fanciulla volse sul principe i suoi occhi meravigliosi, profondi come gli abissi marini. Il principe ne rimase affascinato e, malgrado l'imminenza del pericolo, poiché la tromba d’acqua s’avvicinava turbinando, si precipitò nei flutti infuriati, dirigendosi verso la navicella che cominciava a riempirsi d’acqua.

Quando la raggiunse, l’imbarcazione affondò, e Olaf  fece appena in tempo ad afferrare per la vita la fanciulla che si dibatteva fra le onde. Allora, con un fragore assordante, la folgore cadde dal cielo. Olaf svenne e fu rigettato dalla tromba d’acqua sulla riva, dove fu raccolto da alcuni pescatori che lo portarono nella loro capanna.
Quando rinvenne, vide accanto al letto una vecchia zingara e, poiché il suo primo pensiero era stato per la bella fanciulla della barca, chiese alla donna se l’avesse vista e che cosa le fosse accaduto.
- Disgraziato! – esclamo la zingara, agitando le braccia magre, quasi ad allontanare un pericolo misterioso. Non sai dunque chi era la fanciulla di cui parli? Era la Sirena di Guldborgsund, la maliarda che ha travolto nei flutti tanti sventurati. Ti scongiuro, non cercar più di rivederla, allontanati anzi di qui, altrimenti può accaderti qualche disgrazia.

Ma il principe sdegnò il consiglio della vecchia e cercò la Sirena lungo la riva, esplorando ogni promontorio, ogni insenatura. Percorse anche di notte, senza stancarsi, le acque su una fragile barchetta; ma della Sirena nessuna traccia.
Infine, una sera, vide attraverso la bruma due scintille che sembravano galleggiare sull’acqua: si sarebbero dette due stelle gemelle staccate dal firmamento. Esse si avvicinavano rapidamente alla riva, e Olaf, per meglio contemplarle, salì su un banco di sabbia. Vide allora la fanciulla dei suoi sogni che si avvicinava a riva su di una barca, stendendo verso di lui le braccia.
I suoi occhi risplendevano come stelle nella notte buia. Olaf, folle di gioia, volle accorrere incontro alla .donna, prese lo slancio... ma, ohimé, non poté muoversi. S’era trasformato in una statua. La vecchia zingara, che già aveva messo sull’avviso il principe e girovagava a quell’ora sulla spiaggia, aveva assistito alla scena.
- Il principe Olaf rivivrà, – esclamò con accento profetico – e la Sirena lo porterà via con sé.

Poi, a gran passi, si allontanò da quel luogo funesto.

Approdi

Olaf restò in quello stato per parecchi secoli. Di notte, due lingue di fuoco uscivano dai suoi occhi di pietra, e la loro luce, che si vedeva a un miglio sul mare, serviva di guida ai pescatori. Ma, cosa strana, questa luce impallidiva a mano a mano che i battelli si avvicinavano a terra, e quando arrivavano vicino alla riva, scompariva affatto. I marinai spiegavano questo fenomeno dicendo che la Sirena, vedendo avvicinarsi un battello, si allontanava a poco a poco dalla terra per immergersi nell’acqua, di modo che il fuoco del suo sguardo non si rifletteva più negli occhi di Olaf.
Talvolta, quando il mare era calmo, sospiri profondi accompagnavano le due fiammelle: allora i marinai, scoprendosi il capo, dicevano:
- Olaf versa lagrime di fuoco.

D’inverno, quando lo stretto era chiuso dal ghiaccio, la luce non si accendeva più negli occhi di Olaf. Il principe, in quel periodo dell’anno, non vedeva la Sirena, che dormiva in qualche caverna in fondo al mare.

Un giorno d’estate, all’alba, i marinai non trovarono più la statua di Olaf al suo posto.
- Olaf è stato esaudito – si diceva nel paese. – È andato a raggiungere la sua Sirena.

La sera prima, infatti, alcuni pescatori di Eorsoer avevano visto passare in mezzo al Gran Belt, con la rapidità del fulmine, una navicella circondata da un’aureola di fuoco. Otto cigni giganteschi la trascinavano verso il nord, lasciando dietro di se una lunga scia spumeggiante. Nella navicella stavano due giovani, che si tenevano per mano.

Da quella sera più nessuno vide né Olaf né la Sirena.

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