Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti di cuore

Il pescatore e la foca

Venezia

Il Re del mare viveva felice nel suo liquido regno.
Che poteva desiderare di più? Le sue cinquanta figlie erano le più belle e buone sirene dell’Oceano, i cinquanta figli erano baldi e forti. Nel palazzo di cristallo, trattenuto sul fondo da mille ancore d’oro regnava sempre l’allegria. I sudditi erano fieri del loro sovrano e lo adoravano.
Ma un brutto giorno una maga cattiva venne ad abitare nei pressi del castello reale e, invidiosa di tanta felicità, gettò una malìa sui cento figli del Re, trasformandoli in foche.
Concesse ai disgraziati di riprendere soltanto una volta all’anno, per un giorno, la loro forma primitiva. I principi e le principesse, disperati, si sparsero per l’Oceano, non volendo rattristare il vecchio padre con la loro continua presenza.

Una mattina, un giovane pescatore vide una fanciulla bellissima giocare fra la bianca spuma delle onde e se ne innamorò.
La sconosciuta rimase con lui tutto il giorno, e i due giovani vagarono insieme tra le rocce, accompagnati dal melodioso mormorio del mare. Ma verso il tramonto il mormorio si fece triste e minaccioso, le acque cominciarono a incresparsi, e la fanciulla divenne triste e pensierosa.

- Che hai? le chiedeva, accorato, il pescatore; ma ella taceva, scotendo il capo, e lacrime copiose le scendevano dagli occhi lungo le gote.

Cadendo a terra, esse si trasformavano in perle. Il sole infine tramontò. Allora la fanciulla, dando un ultimo accorato addio al compagno, scomparve.
Per tutta la notte il pescatore la cercò, mentre la tempesta infuriava nell’Oceano, e lampi sinistri guizzavano nel cielo tenebroso, ma sul far dell’alba trovò soltanto una foca accovacciata fra le rocce.
Disperato, egli partì sulla sua barca e, malgrado il terribile uragano, sfidò il mare aperto.
A lungo lottò col vento e con i flutti infuriati, poi la sua fragile imbarcazione fu vista impennarsi sulla cima di un’onda immensa e precipitare in una profonda voragine, dove s’inabissò per non più comparire.
Quindi la tempesta cessò, il mare si distese calmo e azzurro sopra gli abissi misteriosi, ma del giovane pescatore non si seppe più nulla.

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