Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaI ricordi di Colapesce: Fatti di cuore

ll  mare  e  Aki

Lipari

Il mare, quando nacque, era placido e gaio.
Cantava, accarezzava le terre che gli stavano vicine, voleva che le ondette fossero educate, le mandava a passeggio con un leggiadro cappuccio di pizzo bianco e, prima che uscissero dalla verde casa di vetro, diceva loro:
- Mi raccomando, niente chiasso per la strada, nessun gesto scomposto.

Milkar, il padrone del mondo, condusse, nella casa di vetro, una donna bellissima, Aki, e disse al Mare:
- Ecco tua moglie.

Il Mare, sulle prime, fu contento. Gli piaceva avere una compagna che lo aiutasse a tenere la disciplina tra le onde e tra i pesci e che, nelle ore di riposo, gli raccontasse qualche storia bella e strana. Ma si accorse subito che Aki era bisbetica.
Pretendeva che, nel liquido regno, tutti, dalle meduse pallide ai salmoni di roseo argento, secondassero i suoi capricci più pazzi.
Investiva il marito con parolacce volgari, dava calci alle piccole onde e canzonava le balene, tirando fuori due metri di lingua.

Il Mare, carattere dolce e animo generoso, sopportò, per un poco, l’arpia. Ma anche lui, poveraccio, aveva il suo orgoglio. Visto che Aki non si placava con la dolcezza, cambiò sistema; adottò, per piegarla all’obbedienza, sistemi energici e severissimi.
Scoppiarono scenate d’inferno. Urlava la moglie, urlava il marito, e le onde, pazze di terrore, cercavano, inutilmente, di fuggirsene dalla liquida loro patria, di raggiungere l'alto paese degli astri, arrampicandosi l’una sull’altra, facendo balzi paurosi, chiedendo soccorso allo zio Vento e alla nonna Pioggia.
Si scatenarono cosi le prime terribili tempeste.

La maschia volontà del Mare trionfava sulla sciocca petulanza della donna, e per un poco nella casa di vetro, nella gran patria oceanica, ritornava la calma.
Le onde con le leggiadre cuffie di pizzo, andavano, gentiline e gaie, a passeggio. Il Mare accarezzava con dolcezza le rive amiche, cantando qualche canzone patetica, e i pesci ricominciavano i giuochi, guizzando, lieti, dai giardini delle alghe alle selve dei coralli.
Ma la gran pace, la pace perfetta della sua giovinezza gioconda, babbo Mare, per colpa della moglie bisbetica, non poté più goderla.

Da quel tempo, nell’oceano, ai periodi di bonaccia si alternano i periodi di tempesta, e ehi tenta, sulle navi, le avventure dei lunghi viaggi, conosce il carattere bisbetico e collerico della terribile Aki.

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