Scilla e Cariddi


Gorgo di Cariddi, durante un terremoto

  E ammiro incantato
dal chiarore lunare
questa lingua di mare che nei tempi passati
di uomini e navi fece gran scempio.
Agghiacciante passaggio che schiudeva le porte
alle due sacre sponde,
che territorio di dei, da Scilla e Cariddi era
scrutato e protetto.
Scilla e Cariddi come Jochin e Baoz

colonne di un Tempio per sempre scomparso
tra i polverosi scaffali dei libri di storia.

Scilla e Cariddi
perpetui guardiani di mostruosa bellezza,
fatale e maliarda
per le orecchie mortali dei naviganti di allora.
Scilla e Cariddi portale di un tempo
leggendario e solenne
che di vivida la luce
la mia fantasia ha da sempre inondato.
Quelle stesse leggende
che nelle notti di luna
solcano ancora questo valico angusto
crocevia di storia, di miti, di eroi.

 

Giuseppe Criaco
24.08.2000

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