C.F. Meyer: Gedichte

Nicola Pesce

Messina - Porto - Madonna della Lettera

E' un mezzo annetto che nuoto ormai
ed ancora mi piace questo fresco scivolare,
l'allargarsi disinvolto delle braccia -
che il digiuno possa fare bene alla mia anima!

Mezzo addormentato sto disteso per ore, circondato
da lucenti lampi di colore, fino a quando su tutti i lati
s'alzano le onde. Virilmente si deve combattere.
Sono contento. Sono sempre riuscito a farcela.

Cosa mi trasformò in un pesce? Un malinteso
con una donna. Una conoscenza del genere umano più ampia,
il mio bisogno di vagare e il mio amore per i colori.

Dimenticai la paura superando profondità di morte,
fin quasi a gelare mi raffreddai il petto -
io rimango un pesce ed i miei capelli grondano!

 

Gedichte von C. F. Meyer


Nicola Pesce

Ganzirri - Messina

Ein halbes Jährchen hab ich nun geschwommen
Und noch behagt mir dieses kühle Gleiten,
Der Arme lässig Auseinanderbreiten -
Die Fastenspeise mag der Seele frommen!

Halb schlummernd lieg ich stundenlang, umglommen
Von Wetterleuchten, bis auf allen Seiten
Sich Wogen türmen. Männlich gilts zu streiten.
Ich freue mich. Stets bin ich durchgekommen.

Was machte mich zum Fisch? Ein Missverständnis
Mit meinem Weib. Vermehrte Menschenkenntnis,
Mein Wanderdrang und meine Farbenlust.

Die Furcht verlernt ich über Todestiefen,
Fast bis zum Frieren kühlt ich mir die Brust -
Ich bleib ein Fisch und meine Haare triefen!

 

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Über einem Grabe.
Abendrot im Walde. Abendwolke.

Traduzione S. Pin

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