Beatrivce Bernabei
Una leggenda messinese è quella di Colapesce, cui s’intitola una delle banchine del porto.

Colapesce

Porto di Messina

Una volta, racconta il popolo, viveva a Messina un abilissimo pescatore che trascorreva gran parte della giornata in mezzo al mare. La madre spesso gli rimproverava il suo amore per le acque: anzi, un giorno finì con l’imprecare contro di lui: che diventasse un pesce!
E Cola, tale era il nome del pescatore, divenne per magia mezzo uomo e mezzo pesce e non gli fu più possibile abitare sulla terra. Ma se Cola divenne un pesce non per questo non tornò a farsi vedere dagli altri pescatori, ai quali spesso raccontava tutte le meraviglie del mare.

La fama di Colapesce, divenuto consigliere dei pescatori messinesi, crebbe sempre più, cosicché Federico II volle conoscerlo.
Un giorno col suo seguito si recò sulla spiaggia ed ebbe un colloquio con questo fantastico personaggio marino. Colapesce raccontò tutto quello che aveva conosciuto del mare. Allora Federico II che stentava a credere, decise di provare la sincerità del suo interlocutore. Toltasi la spada dal fianco la gettò in mare.
Colapesce scese in fondo al mare e raccolta la spada la riconsegnò al suo padrone. Allora l’imperatore, non contento, gli disse che avrebbe buttato un anello e gli promise in premio la figlia in sposa.
Ma Colapesce non tornò più in superficie, non perché non avesse ritrovato l’anello, ma perché preferì trovare la moglie fra le sirene!

Quello oramai era il suo mondo.

Molo Colapesce, vista da Forte San Salvatore

Beatrice Bernabei
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