www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Si fa sera

Si fa sera.

Materna, porterà con sé le tiepide onde del sonno di un tempo o la eco dell’inquietudine di un’anima che cerca le pulsazioni del mio cuore dolorante, che aspetta un mio cenno di vita, un labile sospiro, per trovare la forza di cercarmi ancora nelle prossime oscurità?

Notte, nemica e compagna invadente, non posso più fare a meno di te!
Ti aspetto e ti desidero.
Linfa vitale sono queste trepide emozioni, sicuro abbandono queste tenere carezze, gocce di beatitudine queste amorevoli ninne nanne.

Orizzonti nuovi si sono spalancati davanti ai miei occhi, come specchi infiniti di ardenti desideri.
Colori sconvolgenti palpitano in me.
Più forte ancora si è fatta la mia fragilità.
Ora tutti i pensieri, stanchi, si sono adagiati in questo tenero talamo, riconoscenti aspettano un momento di meritato oblio.

Finalmente...
Ecco, delicato, il sonno è arrivato.
Lento, soave, si avvicina, mi avvolge in un torpore rassicurante.
Scioglie ogni resistenza.

Improvvisamente una vertigine violenta mi scuote!
Fuoco ardente mi penetra, gonfia le mie membra.
Sussulto... il respiro è ansimante... che cosa è stato?

Piano colonna mia, piano anima appassionata...
Sono fragile e trasparente... lo sai.
Ho dato tutto quello che avevo alle profondità buie e fredde di troppi destini. Mi sono lasciata possedere e non mi appartengo.
Ho solo questa trasparenza velata da offrirti... tremante... impaurita...

Potrà bastarti?
Dolce giaciglio più caldo di un raggio di sole!

 

Medusa

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