www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Medusa

Sistiana - Davide Biondi

Come sia finita in queste profondità, buie e fredde, Dio solo lo sa. Eppure non mi sento straniera in questo luogo, tutto mi è così stranamente familiare.
No, non sono una profuga, come denunciano tutti quelli che mi nuotano intorno, elegantemente vestiti di una sgradevole ipocrisia, sempre generosamente ostentata.
Ho costruito la mia dimora ai piedi di questa colonna, in una nicchia ricavata dalla giocosità del suolo marino e riempita dall’allegro vociare di giovani alghe, ignare di occupare un posto così importante nella mia vita e per questo libere di sciogliere le proprie emozioni nelle onde dolci e salmastre di questo infinito mare, che tutto contiene, prigioniero della propria eternità.

E il loro vociare è una silenziosa melodia per me, diversa da quella incantatrice e bugiarda delle sirene.
Una melodia che mi inonda l’anima, illuminandola di un calore disarmante, impossibile da nascondere anche alla più gretta creatura.
Che il mondo degli uomini sia simile a questo?
Cosa pagherei per incontrarne uno!
Conoscerlo, scoprirlo o magari semplicemente desiderarlo, come si fa rincorrendo un sogno agognato!

Ma ora basta!
Voglio fare un giro attorno alla mia colonna!
Sì, è mia!  L’ho scelta io e ne sono orgogliosa!
Del resto sono sempre stata orgogliosa e anche gelosa delle mie scelte, spesso scomode a chi mi stava vicino, che dopo un po’, trovandosi incapace di confronto, mi abbandonava, o peggio diventava mio nemico....

Quanti hanno giurato di amarmi e poi sono diventati crudeli avversari!
Quante ferite mi hanno inflitto, quanti tradimenti....
Sapevano e sanno ancora come colpirmi, perché non sono mai stata avara nel rivelarmi a loro, non mi sono risparmiata nell’amarli e li amo ancora, anche se con il mio fare e il mio dire ho ustionato profondamente le loro carni....
Ma non l’ho mai fatto per vendetta.
I miei rancori cercano solo rapporti leali.... passionali... capaci di farti dimenticare anche la più meschina debolezza, che scopri serpeggiare viscida nella mente.

La mia colonna! Non è come le altre.
La sua forma è così diversa..... è affascinante..... sembra che si muova.
A volte ho persino l’impressione che voglia dirmi qualcosa....
Certo, lo so, è solo una colonna... Ma mi piace pensare che abbia un cuore, magari anche un’anima.... uno scopo che la tenga in vita.

Una folata d’acqua più calda si sprigiona da un’onda proprio mentre inizio il mio terzo giro in salita, che imprime vigore in più alle mie membra trasparenti.
Ecco sono arrivata in cima!
E ora giù, in discesa in un abbraccio a spirale, privo di falsi pudori.
La luna questa sera riesce ad attraversare la coltre bluastra del mare e la sua luce sembra dividersi in mille diamanti di vita, incastonati nella volta del fondo marino....
Un raggio perlato mi rapisce, si specchia nei miei occhi..... si rifrange tutt’intorno in un gioco poliedrico di emozioni.....
Qualcosa ferma dolcemente la mia discesa.... Forse una nicchia sporgente ancora inesplorata della mia colonna? O forse un soffice letto di alghe ancorate ad essa?
Non lo so. So solo che si sta bene qui.
E’ un posto riparato dalle correnti fredde e da sguardi inquisitori....
Sì, ho deciso! Passerò la notte in questa imprevista dimora.

Medusa

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