www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Ferite

Spiaggiamento a Galati Marina - Angelino Biondi

Hai riesumato, mio amorevole rifugio, le ferite dei tentacoli che mi sono stati recisi, non molto tempo fa, da mani ora anchilosate in grotte oscurate dal forzato oblio di relazioni troncate con inaspettata violenza.
E il rivolo di sangue che ne esce forma, in questa ampolla di mare che mi ospita, una rosa corallina molto simile a quella che si è frantumata sugli scogli taglienti della verità e che tenevo nascosta in grembo quando allora urlavo amore.
Le catene che tengono legate a me le ancore del passato sono da qualche tempo allentate, ma, lo so ne sono certa, non potranno mai essere levate e il mio futuro non potrà scandagliare spazi lontani da questo buio fondo marino.
Ho passato anni ai tuoi piedi, colonna mia, in quella dimora regolata e resa pulita dalla staticità del tempo quotidiano.

Tempo triste e privo di fremiti, scandito solo dal ritmo sepolcrale dei fatti.
Mi è stata donata per amore terreno una vita non mia, mi è stato detto nell’impeto di fredde passioni che la mia natura era un’altra.
E io ho accettato, lacerata nei desideri e con le lacrime squarciate in gola per impedire di generare dolore nei cuori che ho generato.
E sono sempre pronta ad accettare ancora, noncurante della felicità repressa, indifferente alla rabbia impotente verso abbracci avidi come avvoltoi.

Mi hanno baciata  labbra dense d’amore, mi ha travolta una storia che è riuscita a far naufragare il mio istinto in una sconosciuta, potente corrente marina, rivelatasi poi la devastante, perfida furia di Cariddi.
Scaraventata su una marina salata sarei diventata ombra se sottili onde amiche non mi avessero riportata in mare e ho scelto, per sopravvivere, queste buie profondità, consolata dalla compagnia amica della solitudine.

Poi improvvisamente la mia anima ribelle mi ha spinta ad abbandonare la dimora terrena e a nuotare verso l’alto, rapita da quel tenue bagliore lunare, che tremante si scioglieva in mare avvolgendoti in un fascino irresistibile.
La timida luce che ci teneva uniti ora si è trasformata in calore ardente ravvivato dai nostri comuni destini, probabilmente scolpiti nella sfericità di qualche perla antica, protetta in queste abbandonate oscurità.

Tienimi così come sono, colonna mia, con il mio passato, il mio presente e con un futuro d’amore sicuramente da scoprire insieme e che incideremo, te lo prometto, nelle onde blu del nostro mare.

 

Medusa

 

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