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Faro - Stretto di Messina - Alberto Biondi

Dove sei?
Si è fatto rumore intorno. Una rabbia sinistra si sta sprigionando dalla spaccatura del fondo marino dove appoggiavi, colonna mia.
Divinità crudeli, ancora confuse nelle appartate ombre notturne, si stanno alzando, presto saranno qui, funeree, con spietata indifferenza trascineranno questi luoghi in un gorgo di morte e distruzione!

Dove sei?
Sono in un letto che non conosco.
Anche se amorevolmente posto al riparo dalle correnti nemiche, so che non mi proteggerà.

Dove hai portato la tua anima tormentata, questa notte?
In quale recesso perduto del tuo passato ti sei perso?
Quale ricordo e quale speranza ti conduce lontano da me?

Mio Dio! Sta crollando tutto!
Cadono le macerie tutto intorno, le vedo schiantarsi in polvere nelle profondità del mare, dissolversi in fantasmi evanescenti.

Sgretolati con esse sono tutti i segreti che custodivo gelosamente in questo sprazzo di mare infuocato.
Letto sconosciuto, freddo e inospitale, albergatore venale di un’anima lasciata sola per amore, cullami solo per un po’, rendi meno angosciosa questa attesa.

Placa il pensiero di morte e abbandono che mi pervade...

Mio dolce giaciglio, mio caldo raggio di sole... in quale remota notte ti stai spegnendo, quali antiche e avide amanti stanno carpendo la tua vita?

Bramo uno spiraglio di luce, un sicuro sostegno, un tenero riparo...
Vieni da me... riprendimi tra le tue mani!

Torna ad essere quella colonna affascinante, che, innamorata, gioca agile e felice con le docili murene, quel baluardo illuminato che sa ripararmi dalle ostili correnti, quel generoso rifugio che mi inonda di infinita dolcezza...

Sollievo alle mie pene è il tepore delle tue palme.
Ardore irrinunciabile la melodia del tuo amore, che, ardita, accompagna ormai ogni mia alba...

Torna da me... riprendimi tra le tue mani!

 

Medusa

 

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