www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Sera matrigna

Scilla della Fontana di Nettuno del Montorsoli -  Museo Regionale di Messina

Nulla! Nulla!... Sera matrigna!.
Strade vuote fino all'imbrunire. Attese struggenti e rapinate della speranza di trovare un raggio di vita,  tra vuoti esistenziali  e materne case, aperte solo ai figli, e ostili  alla mia ansia infame. Luoghi distruttivi.. di un continuo inutile vagare....

Rannicchiato  in anfratti di lamiere infernali, il mio corpo sussulta ad ogni timido bagliore, che giunge da strade oscure e che fa impazzire il cuore. Ma, appena le luci di altra vita  si perdono per vie lontane,  la disperata attesa naufraga e,  naufragando, mi  chiude in ore tarde  di rimpianto..

E'  già notte partorita da una matrigna sera...
Sono solo...  con l'illusione tradita e il  vomito amaro per un  incontro mancato!..  e vorrei gridare..e urlare... e rendere più salato il mare..

In questi borghi, mi ha portato, un'altra volta,  l'urgenza di trovare un piccolo raggio per Medea, ma mi accorgo di essere diventato servo di spasmi segnati da un amore sconosciuto, inspiegabile  ed assoluto. Al suo cospetto i miei mille anni e  le strade percorse nella vita hanno perso le orme delle storie vissute, sbiadendole nel dolce lancinante dolore che mi assale.

Cercare... Cercare ancora una volta sola il raggio di luce che lei aspetta,  lo stesso di quello che a me manca. Cercare e aspettare le sere e poi le notti, non importa se matrigne o materne, in quanto, sono sicuro, col tempo diverranno solo notti amanti.

Se così non sarà,   improvviso ed inaspettato  piomberà il dolore in città.  Il fiume di fuoco mi sarà complice e dissolverà questa colonna inutile e corrotta, le mie spalle stanche lasceranno il peso di un tempo non vissuto  e  le acque nere dello stretto si alzeranno violente dal fondo per precipitare  su anime e parvenze, portando morte e distruzione, la stessa, ma forse meno, di quella che mi resterà, per sempre,  nel cuore...

Ma, finalmente,  sarò libero da questa maledetta dedizione a terre ingrate e, se vuoi,  ti potrò portare via, con i capelli  fluenti tra sogni ed emozioni, e,  tenendoti per  mano,  lasceremo il frastuono della gente.

In queste profondità solitarie ed eterne, magica Medea, sorgente e fine di ogni amore, saremo  orfani del tempo... Nessuno ci potrà più trovare.

 

Cola

 

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