www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Risveglio

Gioiosa Marea

Sono rimasta sopita a lungo nelle tue mani, colonna mia, sfinita, quasi senza respiro.
Soltanto l’esanime ritmo delle nostre anime erranti ha ancora la forza di disegnare il limite, ormai quasi inesistente, tra la mia e la tua pelle.

Squame spinose hanno straziato, senza volerlo, lacrime soffocate in gola, spogliandole di passati non propri.
Scandagli inesorabili, spinti dall’ansia di conoscere la forza degli abbracci di amori antichi, hanno squarciato tormenti sepolti sotto macerie di terremoti scatenati da furie ben peggiori di quelle generate da Cariddi.

L’impeto di una insolita, potente passione mi conduce in un baratro senza fine, nel quale ritrovo vecchi autoritratti persi dal tempo, desideri annegati in normalità castigate, emozioni troncate in cuori duri più del corallo, sprazzi di felicità nascosti alla mia luce...
Riaffiorano ricordi ancestrali, indefiniti forse, ma coinvolgenti, profondi, totalizzanti che mi risvegliano e mi proiettano in una nuova vita scoperta, o forse concepita, in queste profondità buie e fredde dall’amorevole tepore di un rifugio non cercato con avidità.

E mi lascio travolgere, abbracciare, trascinare da onde marine proibite, gioiose e spensierate.
Tutto il mio diafano corpo gioca con lunghe, morbide alghe amiche, che mi vestono e mi denudano in perfetta sincronia con i miei sensi riaccesi.

E in questa danza sensuale partecipi anche tu, mio amorevole rifugio. Risorgive di sensazioni e di passioni represse da un destino terreno che ti sei lasciato alle spalle, per scelta o forse per necessità, sgorgano dalle tue palme ed emozioni più dense accompagnano le tue lievi carezze.

Ora so che solo il calore di questo tenero giaciglio e il tuo amore riuscirà a tenermi riparata dalle oscure ombre maligne, fredde, glaciali, tenebrose...
Ombre oscure di puro odio e menzogna che ancora oggi mi attraversano e tentano di frantumare, imperiture, il colore mutevole dei miei occhi.
Stringimi ancora forte, mia dolce colonna, sollevami verso l’alto, fino là dove la mia luce potrà varcare i confini dell'indifferenza ed essere cullata da innumerevoli, minuscole, friabili onde estive...

Stringimi forte, fino a rubarmi il respiro!

 

Luna

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