Le leggenda di Colapesce


Dipinto di Renato Guttuso

La leggenda di Colapesce, è un antico racconto con molte varianti risalente al 1300. La leggenda narra di un certo Nicola con il diminutivo di “Cola” di Messina, figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua grande abilità di muoversi in acqua. Era un giovane di bella presenza con la pelle liscia, impavido nuotatore , conosceva i fondali marini come le sue tasche. Le sue doti lo resero famoso in tutta la Sicilia e la sua fama arrivò al re di Federico II, che incuriosito lo convocò sulla sua nave per metterlo alla prova. Il re disse a Cola:

Ora getterò in mare questa coppa in cuoi ho bevuto tutta tempestata di pietre preziose, se me la riporterai ti faro ricco. Il re getto la coppa e Cola in un batter d’occhio la riporto al suo re.

Il re non si appagò, voleva vedere fino a che punto riusciva ad immergersi. Allora getto la sua corona in mare. Di nuovo Cola si immerse e dopo pochi attimi recuperò la corona del re. A questo punto il re quasi irritato, da tanta bravura decise di far spostare la nave più al largo dove le acque erano molto profonde,al centro dello stretto di Messina, e dove le correnti facevano paura a qualunque marinaio. A questo punto il re getto un anello negli abissi profondi, Cola si tuffo , ma passò il tempo e non riemerse mai più…

La leggenda vuole, che scendendo ancora più in profondità, Colapesce avrebbe visto che che la Sicilia posava su 3 colonne, delle quali una consumata dal fuoco dell’Etna e aveva deciso di restare sott’acqua, sorreggendo la colonna per evitare che l’isola sprofondasse, e ancora oggi si trova a reggere l’isola. E quando Cola è un po stanco Messina trema e vacilla.