La leggenda di Niccolò Pesce

Il signor Croce crede di aver messo le mani sopra un soggetto vergine, e questo soggetto altri dieci, a dir poco, l'hanno avuto tra mani prima di lui.
Così che, non solo egli non accresce, se non per picciolissima parte, la conoscenza di esso, ma ignora e lascia in disparte il più di quanto già da altri era stato trovato e notato, e viene in conseguenza di ciò a conclusioni e giudizi in tutto erronei.

A. Graf
«Giornale storico della letteratura italiana»
(1885)