Italo Calvino

La leggenda di Colapesce
Note

Cola Pesce da Lu Piscicola, Palermo, raccontata da un marinaio della contrada «Vergine Maria» a piè del Pellegrino (in GIUSEPPE PlTRÈ, Studi di leggende popolari in Sicilia e Nuova raccolta di leggende siciliane [vol. XXII della «Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane - per cura di Giuseppe Pitrè - Torino 1904).

È la più bella delle diciassette versioni popolari siciliane della famosa leggenda di Cola Pesce, pubblicate dal Pitrè in appendice d’un suo approfondito studio. Tra gli studiosi della leggenda di Cola Pesce fu BENEDETTO   CROCE il quale scrisse, basandosi su una tradizione napoletana, un articolo (La leggenda di Niccolò Pesce, in «Giamb. Bas.», III, 1885, n. 7; pubblicato poi a parte, Napoli 1885) che ebbe un seguito di polemiche e d’approfondimenti da parte di ARTURO GRAF e del PlTRÈ.

La prima menzione letteraria della leggenda è in un poeta provenzale del secolo XII, RAIMON JORDAN. Un ricco repertorio di versioni letterarie è nel citato studio del PITRÈ; ricorderò la narrazione in versi latini nell’Urania di GIOVIANO PONTANO; e la ballata di  SCHILLER, Der Taucher.

Su Cola Pesce e Benedetto Croce, cfr. la bella pagina di Carlo Levi (L’Orologio, pp. 343 sg.).

 

in  Fiabe Italiane
di Italo Calvino