Cari  mostri

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Ma vi sono anche mostri benigni e positivi, nella striscia di mare tra Calabria e Sicilia dove le acque si scontrano in una continua lotta di correnti e creano vortici e gorghi impressionanti.
Se, su una delle spiagge dello Stretto, un gruppo di persone si raggruppa attorno a un cantastorie (sì, su questa costa ce ne sono ancora oggi, alle soglie del XX1 secolo), si può scommettere che si stanno narrando, o cantando, le favole di
Colapesce.

Eroe anfibio di queste rive, Colapesce, secondo la tradizione popolare e tanta lconografia, vive sott'acqua al centro dello Stretto, e sostiene con la sua forza e la sua volontà uno del tre pericolanti pilastri di roccia sui quali - nell'oscuro abisso marino - poggia l'intera Sicilia.

In un altro porticciolo dello ionio, ad Acireale, ho assistito allo spettacolo che un burattinaio offre quotidianamente al suo ormai esiguo pubblico. In uno dei suoi "drammi" il puparo narra la lotta tra un paladino di elette virtù e strenuo coraggio e un mostro uscito dal mare per aggredire una nave di crociati diretta in Terra Santa; l'esito della "singolar tenzone" è ovvio.
Meno ovvia la risposta all'interrogativo: da dove viene, in realtà, questo mostro apparentemente tutto nostrano, che potremmo incontrare, secondo il burattinaio di Acireale, lungo una qualsiasi delle nostre rotte tra coste, isole e arcipelaghi d'Italia?

In realtà, quel mostro è figlio dei nordici giganti marini citati - assieme alle sirene - da Olaus Magnus. Deriva dalle leggende dei kraken e d'altre orride creature del mare che i vichinghi, quando dal Nord vennero nel nostro mare e si stabilirono in Sicilia, narravano ai nostri pescatori. E così le loro paure finirono col fondersi con quelle mediterranee.

E sopravvivono ancora, nel tempo dei sommergibili atomici!

 

da
L'avventura del Mare
Folco Quilici
Hesperia  Da aquileia al Mare di Sicilia
Arnoldo Mondadori Editore