Salimbene De Adam

Nicola siciliano


Disegno di Alberto Biondi

La quarta leggenda fu quella di Federico II, chè più volte egli mandò un certo Nicola, contro la sua volontà, sul fondo del mare di Faro, e più volte quegli ritornò da là, e volendo il re conoscere esattamente la verità, se veramente fosse disceso sul fondo e da lì fosse ritornato o no, lanciò la sua coppa d’oro, dove credeva il mare fosse più profondo e lui, essendosi immerso, la trovò e gliela portò e l’Imperatore rimase ammirato.

Volendo, il re, mandarlo di nuovo, Nicola gli disse:
- Non mandatemi là, perché sul fondo il mare è così agitato che se mi manderete, non tornerò più

Nonostante ciò, egli lo mandò e Nicola non fece più ritorno da lui, perché morì lì. Infatti, in quel fondale marino ci sono grossi pesci; e, come diceva lo stesso Cola, ci sono lì scogli e, quando ci sono le tempeste marine, molte navi colano a picco.

Questo Nicola era un siciliano e, per un caso fortuito, offese gravemente ed irritò la madre e quella gli augurò di stare sempre nelle acque e solo raramente di fare la sua comparsa sulla terra ferma, e così avvenne.
È cosa nota che a Faro, in Sicilia vicino alla città di Messina, c’è un braccio di mare dove, ogniqualvolta si verifica una grande tempesta, si formano lì grandi gorghi, che investono le navi e le affondano: allo stesso modo, a Far
o, ci sono secche e vortici e grandissimi scogli e avvengono molti naufragi.


Nicola homo siculus


Hombre pez de liergas

Quarta ejus (Friderici II) superstitio fuit, quia quemdam Nicolam contra voluntatem suam pluries misit in fundum Phari, et pluries rediit inde: et volens penitus veritatem cognoscere, si vere ad fundum descendisset et inde redisset, nec ne, projecit cupam suam auream, ubi credebat majus esse protundum, quam ille, cum descendisset, invenit et attulit sibi, et miratus est Imperator.

Cum autem iterum vellet eum mittere, dixit sibi:
"Nullo
modo me mittatis illuc, quia ita turbatum est mare inferius, quod, si me miseritis, nunquam redibo. Nihilominus misit eum, et numquam est reversus ad eum, quia periit ibi; nam in illo fundo maris sunt magni pisces; tempore marinae tempestatis, et sunt ibi scopuli et naves multae fractae, ut referabat ipse. [...]"

Iste Nicola homo siculus fuit, et quadam vice offendit graviter et exasperavit matrem, et imprecata est ei mater quod semper habitaret in aquis, et raro appareret in terra: et ita accidit sibi.

Nota quod Pharum i Sicilia, justa Messanam civitatem, est quoddam brachium maris, ubi aliquando est magnus discursus, et magni gurgites fiunt ibi, qui naves absorbent et demergunt: item in illo Pharo sunt syrtes et caribdes et scopuli praegrandes et multa infortunia.

 

 F. Salimbene
Chronica
Parma 1857

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