www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessitą o per scelta

Il nome di madre 

 


Cerco le parole per non cancellare il nome di mia madre. Che non č solo nome Maria, ma sangue di vita che mi sospende nel dolore della mancanza.
Cerco il suo profumo di eleganza di modi e di sorriso, i gesti di pietanze e di fumo, il monito e l'ansia.

Precipitano le immagini convulse di movimenti di sarta, di tagli perfetti, di cibo e di cibo, di regole e di ordine.


Cerco l'obbedienza a Maria, mio sangue di vita e il mio scalciare il rifiuto.

Voce di unica madre, unica trappola alla mia dolcezza che si perde nel suono del ricordo.
Cerco il momento in cui ho voltato la spalle e ho urlato ribellione alle mie radici.

Per poi trafiggermi da parte a parte degli occhi di una madre bambina, di tenerezza infinita. Io madre di madre che ancora mi chiama con l'unico nome che solo lei mi dį.
 

Cerco gli istanti rannicchiati in un letto stanco, mondo del dolore di tutto il mondo, strazio di dignitą e di corpo mutilato.

Non ho lacrime di donna, ma lacrime di assoluto di figlia.
Cerco il battito del cuore di Mariamadre, ostentato e orgoglioso guerriero fino alla fine. Il battito del cosmo, il battito che avvampa la notte di agosto. Che si aggrappa alle stelle per farsi posto tra loro.

Per essere aria e abbracciare l'assoluto di figlia, ogni notte, nel sogno sudato.
 

Cerco il respiro, l'ultimo, che vorrei fosse infinito.

Un respiro negato, rapito dalle stelle del mattino, dal caldo impazzito.

L'ultimo dono di madre che lascia vita senza il mio sguardo per non straziare di abbandono e di strappo feroce la mia appartenenza, il mio sangue di vita.

 

Daniela

 


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