Anna, la raccontastorie

Danzando con uno sconosciuto

Uccio

Danzando con uno sconosciuto
sul tappeto di cielo amaranto.
Strette le mani a nodo marinaro,
come se le vie sanguigne dell’uno
si riversassero in quelle dell’altra.
 

Danziamo, vorticosamente
presi dalla seduzione della musica
avendo orecchi solo per quel suono
tagliando fuori dalle circonferenze degli occhi
ogni altro suono che non sia
quella voce che grida
mille volte ”ti amo”
e le sillabe di quelle parole si vestono di luce,
si bagnano d’ arcobaleno,
danzano, senza peso,
senza corpo, senza dolore.
 
Viviamo sospesi.
Attimi d’eternità.
Attimi immortali.
Siamo anime senza corpo.
Corpo smarrito in anfratti d’anima.
Braccia forti di sequoia ci sorreggono
Rami e chiome ci avvolgono.

Rami e chiome prese in prestito
dalle piantagioni del paradiso
rivestono le nostre ombre
che risplendono di inusuale splendore
mentre la musica, la musica, la musica ci inghiotte
e ci sentiamo parte dell’universo
che ci vide migranti
verso terre straniere ai nostri passi
e all’idioma che fu cari ai nostri padri.

 



Anna Marinelli

 

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