Fiaba rivisitata con "soggettive" da Teresa Buongiorno"

Abdallah di terra

Pescatori dello Stretto di Messina

C’era una volta un pescatore di nome Abdallah. 
Aveva moglie e dieci figli, e li sfamava con quello che trovava nella rete. Ma ci fu un giorno in cui la rete restò vuota, con alghe e sassolini soltanto tra le maglie.
Il fornaio, dove Abdallah passava ogni sera a comprare del pane, sentendo quant’era stato sfortunato, gli fece credito. Anzi aggiunse alle solite pagnotte delle monete, dicendo:
- Mi restituirai tutto quando potrai, non ti preoccupare.

Purtroppo la sfortuna durò per diversi giorni, ma tutte le sere il fornaio insisteva perché il pescatore prendesse il pane necessario e dei soldi in aggiunta, così la famiglia di Abdallah non soffrì la fame, e la speranza di un domani migliore non l’abbandonò. E alla fine, un giorno, tirando su la rete, il pescatore sentì che era piena, tanto piena da togliergli il fiato.

Dentro era rimasto imprigionato un tritone, vale a dire un uomo di mare, con la coda di pesce al posto delle gambe. Abdallah stava per scappare, terrorizzato, quando il tritone parlò, e parlava la sua lingua. Lo pregò di liberarlo, che non se ne sarebbe pentito.

Mentre il pescatore lo liberava, l'uomo-pesce disse di chiamarsi anche lui Abdallah, e da quel momento decisero di chiamarsi Abdallah di Terra e Abdallah di Mare, per non fare confusione, e così faremo anche noi. Quando Abdallah di Mare fu libero, pregò Abdallah di Terra di aspettarlo un momento: si tuffò e tornò su con le mani piene di perle stupende e pietre preziose bellissime.

Era il suo modo di dire grazie. I due si scambiarono reciproche promesse d’amicizia e si dettero appuntamento per il giorno seguente.

 

Alla corte del sultano

Quella sera Abdallah di Terra passando dal fornaio, invece di fare un altro debito, posò sul banco metà dei tesori che Abdallah di Mare gli aveva donato. Il fornaio restò stupefatto, chiuse subito bottega e si mise a sua disposizione, per i giorni a venire. In cambio della sua generosità aveva ricevuto un’intera fortuna.

Quella sera a casa di Abdallah di Terra si banchettò allegramente, e il giorno dopo il pescatore andò da un ricco mercante a vendere il suo piccolo tesoro.

Ma quello, quando vide le perle e le altre gemme, insospettito, pensò che cose di cosi gran valore non potevano che venire dal tesoro del sultano. Senza pensarci due volte chiamò le guardie e fece arrestare il povero Abdallah di Terra, dichiarando che era un ladro.

Portato alla presenza del sultano il pescatore ebbe giustizia: il sultano affermò di non aver subito nessun furto, e mandò in prigione il mercante calunniatore.

Ad Abdallah di Terra invece offrì il posto di gran visir, che é come dire primo ministro. Sua moglie e i suoi figli furono accolti a corte e riccamente rivestiti, e la figlia del sultano si fidanzò con il suo figlio maggiore.

Ma ogni giorno Abdallah di Terra si assentava per un’oretta e si recava al suo appuntamento con Abdallah di Mare. Gli portava frutta fresca, ananas, banane, mele, susine, datteri e altre prelibatezze, e in cambio ne riceveva perle e coralli, zaffiri, rubini e smeraldi.

 

Abdallah di mare

Abdulhamare di Giampaolo Chies

Ogni giorno Abdallah di Terra e Abdallah di Mare si scambiavano doni e racconti dei loro paesi, Abdallah di Terra narrava le meraviglie della corte del sultano, e Abdallah di Mare diceva degli splendori degli abissi marini. E un giorno invito l'amico a seguirlo: non doveva temere di annegare, bastava che si spalmasse il corpo con un certo unguento, contenuto in un certo barattolo, ricavato dal grasso di un cetaceo gigantesco.

Abdallah si lasciò convincere, e di fatto poté girare in lungo e in largo nei regni del mare profondo. Vide palazzi di corallo e di madreperla, città popolate da sirene e da tritoni, e pesci col becco che facevano da carpentieri. Vide grotte costellate di pietre preziose, e fiori carnosi dai colori intensi, e tessuti misteriosi, filati con piante di mare, dai riflessi iridescenti. Dovunque Abdallah di Mare lo portava, Abdallah di Terra veniva riverito, come un ospite di riguardo. Ma quando arrivarono a casa sua, la moglie e i figli dell’uomo-pesce risero di lui, chiamandolo "lo scodato".

E rise anche il Re del Mare, dove Abdallah venne condotto a forza, da certe guardie marine sospettose di tutto. Quella fu la fine dell’amicizia tra Abdallah di Terra e Abdallah di Mare.

"Non potrai mai dimenticare che il mio re e la mia famiglia hanno riso di te" disse l’uomo del mare al pescatore. "E' meglio dirci addio per sempre" e sparì tra i flutti, dopo averlo ricondotto sulla spiaggia.

Abdallah di Terra quasi quasi credeva d’aver sognato. Ma a dimostrare il contrario restavano la sua ricchezza, e il suo posto a corte, in qualità di gran visir.

Abdallah di Mare era esistito davvero e gli aveva portato fortuna.

 Sommario Affinità con Colapesce

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